Il campione che non ti aspetti. Giovanni Visconti

Amo il ciclismo. Amo i suoi campioni. Uno in particolare mi ha dato emozioni uniche. Solo un vero appassionato può capire cosa sto per descrivere. Ma andiamo con ordine.

Sono cresciuto ammirando le gesta di Bugno, Chiappucci, Indurain e Pantani. Idoli indiscussi capaci di regalarmi fortissime emozioni. Praticando questo sport ho colto fino in fondo il valore delle loro gesta, della fatica e dell’esaltazione che hanno provato. Ogni volta che salgo in sella un pensiero va a loro, a questi coraggiosi e romantici guerrieri che con la loro bici hanno scritto pagine indelebili della storia di questo sport. Il ciclismo è uno sport della gente, non serve biglietto, ti passano sotto casa, puoi applaudirli, incitarli. Questa è la magia di questo sport itinerante, che al suo passaggio regala gioia e sorrisi a quanti hanno la fortuna di amarlo.

Tra i campioni attuali uno su tutti lo porto letteralmente nel cuore, Giovanni Visconti. Perché Giovanni? Perché per me ha incarnato lo spirito vero di questo sport della gente, che ti bussa sotto casa, ti strega e ti regala mille emozioni.

Giovanni lo seguo dall’inizio della carriera. Ho subito provato simpatia e stima per quel giovane siciliano che nel 2003 va a vincere il campionato europeo ad Atene e l’italiano di categoria. Sono gli anni della Finauto con Scinto. L’anno seguente esulto quando si impone al Giro delle Fiandre U23. Finalmente lo vedo in Tv in occasione dei mondiali di Hamilton e poi Verona. Passa professionista nel 2005 con la Domina Vacanze che l’anno seguente diventerà Team Milram.

Ma ecco che accade l’impensabile. E’ una giornata uggiosa di inizio ottobre, sto pedalando lungo il percorso che l’indomani affronteranno i professionisti impegnati nel Giro di Lombardia 2006. Vengo superato dal gruppetto al completo del Team Milram in perlustrazione. Vanno ad andatura costante ma non eccessiva, prendo le ruote e li seguo a qualche metro di distanza, per rispetto. Siamo nel tratto in piano prima dell’ascesa di Civiglio, alle porte di Como. Non credo ai miei occhi. Li davanti ci sono Ongarato, Celestino, Vanotti, Sacchi e…  Visconti. Vorrei scambiare qualche parola ma li vedo concentrati e non oso disturbarli. Comincia la salita, Giovanni e gli altri allungano, non posso far altro che vederli con ammirazione mentre si allontanano… che emozione.

Questo episodio ha ancora di più rafforzato il tifo dei confronti di Visconti tanto che da quel momento lo seguo costantemente in ogni corsa a cui partecipa. Nel frattempo vince il campionato Italiano a Genova e su facebook divento “suo amico”. Sempre con discrezione e senza essere invadente riesco a scambiare qualche battuta con lui tramite i social. In questo frangente ho per l’ennesima volta la conferma che il ciclismo e i suoi campioni sono della gente.

Arriva il 2010 e Giovanni conquista il suo secondo campionato Italiano. Sul solito facebook gli faccio i complimenti e per festeggiarlo faccio realizzare una maglia da campione italiano della mia squadra, chiedendogli se c’è la possibilità di autografarla.  “Posso spedirla alla sede della tua squadra (la farnese vini) facendomi poi la cortesia di rinviarmela?” A questa insolita domanda Giovanni non solo mi risponde, ma anzi mi fa una proposta: “perché non vieni tra due settimane a Carnago (N.B. dove disputerà il GP di Carnago, in provincia di Varese) almeno possiamo incontrarci di persona e te la autografo?”

Che dire, resto basito, incredulo. Giovanni mi manda un messaggio dove mi indica l’hotel che li ospita e dove incontrarlo. Felice ed elettrizzato come un bimbo il giorno di Natale raggiungo l’albergo che si affaccia sulle rive del lago di Varese. Entro nalla hall e qui incontro Francesco Pelosi, l’attuale team manager della Nippo-Fantini ed allora responsabile della comunicazione della squadra di Scinto. “Si Giovanni è in camera, te lo vado a chiamare”. Attendo qualche minuto e dalle scale scende Visconti che mi saluta e abbraccia come fossi il suo migliore amico. Parliamo un po’, mi chiede da quanto lo seguo e capisce dalle mie risposte che sono preparato…come potrei non esserlo?  Nel frattempo scendono anche altri componenti della squadra, hanno finito di cenare e ora immagino che si ritireranno nelle camere per riposare.

Capisco che è giunto il momento di andare ma proprio allora Giovanni rilancia… “hai da fare ora? Ti va di venire con noi a fare un giro a Varese?” Come non accettare? Salgo sulla loro auto, guida Longo Borghini, io sono seduto al suo fianco, dietro ci sono Giovanni e un giovanissimo e semisconosciuto Simon Clarke. Proprio l’australiano è quello che meglio conosce la città, visto che ci vive da quando si è trasferito in Italia. Andiamo a fare due passi in centro e poi arrivati ad una mega gelateria Giovanni mi offre pure un cono gelato. Si parla di tutto, non solo ciclismo. Torniamo al loro albergo, questa volta devo davvero andare. Li saluto e li ringrazio. Mi hanno regalato momenti indimenticabili che solo un appassionato può capire.

Da allora ho avuto la fortuna di vedere Giovanni molte altre volte, specialmente quando viene a correre dalle mie parti. Un campione vero, che piace alla gente! Umile ma caparbio, capace di risollevarsi nei momenti di difficoltà. Un campione che meriterebbe anche più di quanto raccolto fino ad ora in carriera.

Viva il ciclismo. Viva Giovanni Visconti.

 

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