Neofiti ciclismo e MTB. Tutte le info per iniziare nel modo corretto

Non è una novità che il ciclismo rappresenta l’ultima moda del fitness all’aria aperta. Negli ultimi anni, anche grazie all’introduzione sul mercato delle e-bike, si sono moltiplicati a dismisura i praticanti. Strade e sentieri sono letteralmente invasi da ciclisti o aspiranti tali. Ma mi rendo conto che molti hanno le idee un po’ confuse, sbagliando spesso i primi passi per avvicinarsi a questo magnifico sport. Nelle prossime righe cercherò di spiegare alcuni concetti fondamentali da tenere ben presenti prima di salire in sella.

  • Il mezzo

Il primo passo per praticare ciclismo è sicuramente avere il mezzo adatto. Fondamentale è scegliere la specialità che si vuole intraprendere. Non si deve cadere nell’errore di scegliere il mezzo solo per l’estetica. Vedo spesso improbabili ciclisti su strada arroccati su bici da crono o biker sfrecciare in pianura su bici adatte al Downhill. Il consiglio è quello di affidarsi ad un rivenditore di fiducia, in base al nostro budget e obbiettivo saprà indicarci il modello più adatto. Se stiamo scegliendo la prima bici consiglio di non puntare subito ai top di gamma. Questi modelli richiedono spesso manutenzione e cure particolari, non adatte a chi è alle prime armi e deve ancora familiarizzare con il mondo delle due ruote. Meglio puntare su un modello versatile e comodo.

La cosa fondamentale poi è che la taglia del telaio sia conforme alle nostre misure antropometriche. Pedalare su bici non adatte alla nostra altezza può provocare dolori e difetti posturali che alla lunga ci arrecheranno danni e fastidi fisici, compromettendo anche la possibilità stessa di pedalare.

Altro aspetto importante da considerare per i neofiti è avere un pacco pignoni e rapporti adeguati. Su strada ad esempio consiglio di evitare rapporti troppo duri. Una guarnitura compact con 50-34 denti potrebbe essere la soluzione giusta per chi inizia. Anche un rapporto salvagamba sul pacco pignoni posteriore è fondamentale. Un pacco pignoni da 11-28 o addirittura 11-32 possono tornare molto utili se si va in difficoltà in salita.

  • Casco e occhiali

Aspetto da non trascurare in bicicletta è la sicurezza. Per pedalare serenamente è indispensabile usare correttamente un casco adatto e degli occhiali. Il casco deve essere della nostra misura e sempre allacciato. Gli occhiali devono proteggerci da vento e da eventuali corpi estranei (terra o insetti) che possono compromettere, anche solo momentaneamente, una corretta visuale sul percorso.

  • Abbigliamento

Anche il corretto abbigliamento è fondamentale. Importante soprattutto usare capi tecnici che ci difendano in modo efficace da freddo o caldo eccessivo. Ricordarsi sempre di portare una mantellina antipioggia o uno smanicato. Affrontare sudati una discesa senza protezione può essere molto compromettente per la nostra salute.

  • Kit di riparazione

Aspetto spesso trascurato ma di vitale importanza è portare sempre con sè un kit di riparazione. Almeno una camera d’aria, una pompa e gli attrezzi indispensabili per rimuovere il copertone. Forare a volte è più facile di quello che si pensa ed essere pronti ad ogni evenienza è fondamentale. Consiglio di testare a casa i propri attrezzi facendo delle prove di smontaggio e riparazione. Meglio fare pratica con calma a casa che trovarsi in difficoltà sul campo.

  • Lo sforzo

Per chi comincia il consiglio è di prendere gradualmente dimestichezza con il mezzo evitando uscite con ciclisti più allenati, di aumentare gradualmente il chilometraggio e difficoltà altimetrica. Imparare le tecniche base di guida e acquisire una certa sicurezza prima di affrontare uscite in gruppo è fondamentale per la propria e altrui sicurezza. Il primo obbiettivo sarà riuscire a dosare lo sforzo, lasciando carburante in corpo per tornare a casa in condizioni accettabili. Suggerisco di utilizzare un percorso test, da ripetere saltuariamente. In questo modo potremo avere un riscontro concreto sui nostri miglioramenti sia fisici che tecnici.

I primi tempi noteremo un netto miglioramento ad ogni uscita. Per gli stradisti in pochi mesi si passerà dal soffrire per fare 35-40km al completare giri da 80-90km con relativa facilità. I 100 km, sia come impegno fisico che mentale sono un po’ lo spartiacque tra i più evoluti ed i principianti.

  • Adeguarsi al gruppo

Sia su strada che in mtb esistono regole base di convivenza e sicurezza da rispettare. Imparare come muoversi in gruppo e come comportarsi è fondamentale per la propria sicurezza e dei compagni d’uscita. Segnalare ostacoli sul percorso, avvertire con gesti o urla in caso di frenate brusche, tenere la giusta distanza e traiettoria da chi ci precede sono solo alcuni degli accorgimenti per affrontare in sicurezza ogni uscita.

Anche le semplici operazioni per bere o sistemare nella tasca un indumento devono essere completate con criterio. Importante allenarsi anche in questo in solitaria, prima di effettuare tali operazioni in gruppo. Su strada è basilare il rispetto del codice stradale, con relative precedenze e semafori.

  • Cosa mangiare nell’uscita

Importante è mantenere adeguato l’apporto energetico necessario al nostro metabolismo per compiere lo sforzo fisico. Più avanti dedicherò un post completo per affrontare al meglio questo delicato argomento. Fondamentale per chi inizia è comunque portare con sè una borraccia d’acqua (in estate meglio se arricchita con appositi prodotti per il reintegro dei sali minerali persi) e una barretta o qualche zucchero di facile assimilazione. L’ipoglicemia, cioè il rapido abbassamento della concentrazione di glucosio nel sangue, causa un calo drastico della prestazione e delle capacità fisiche. Nel ciclismo viene usato spesso il termine “crisi di fame” per indicare questa situazione.

Io per “sicurezza” in caso di giro impegnativo porto sempre con me due alimenti (uno o entrambi) che vorrei consigliarvi. Il primo è il cosi detto “fruttino” Zueg, cioè una marmellata solida che si trasporta senza problemi del taschino della divisa e all’occorrenza può essere aperta e ingerita anche con una sola mano. L’altro è una porzione di croccantino al miglio, una monoporzione confezionata che si trova nei reparti salutistici dei supermercati e che mi ha più di una volta salvato in caso di crisi.

  • Recupero

Il recupero ottimale è fondamentale per allenarsi in modo costruttivo e proficuo. Chi ha tempo può essere portato ad uscire ad ogni occasione buona. Non male se si adottano i giusti accorgimenti. L’importante è non esagerare e mantenere un adeguato periodo di recupero tra un’uscita e l’altra. Impariamo ad ascoltare il nostro fisico. Se siamo stanchi ed affaticati meglio un giorno di riposo in più che un allenamento in condizioni non ottimali.

Quanto descritto è solo un assaggio per chi decide di entrare in questo mondo con la giusta logica. Prossimamente affronterò in modo distinto ed approfondito i vari argomenti. Buone pedalate a tutti. Lasciate pure il vostro commento o le vostre domande. Cercherò di rispondere a tutti.

Vuoi suggerirmi l’argomento per i prossimi post de ilciclomane.it?  CLICCA QUI e commenta il post con le tue proposte. Il prossimo articolo potrebbe essere proprio il tuo

Condividi sui social:

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *