La salita – sveliamo ai neofiti i trucchi per non temerla

“come si fa a migliorare in salita?” questa domanda  mi è stata posta una miriade di volte nel corso degli anni. Da amici, compagni di squadra o semplicemente da persone incontrate lungo la strada con le quali ho instaurato un rapporto più o meno intenso.

Molti sono i fattori che incidono sulla nostra prestazione quando la strada va all’insù. I più rilevanti, in ordine di importanza direi: attitudine naturale, allenamento e peso.

In questo post cercheremo di dare qualche consiglio per chi è alle prime armi e vuole approcciarsi al meglio alla salita. Ritengo che un allenamento o uscita che si rispetti non possa essere scevra di salite, questo sia per un appagamento personale sia per rendere efficace l’allenamento stesso.

Può ai più esperti sembrare banale ma, calandosi nei panni di un appassionato che si cimenta da poco nell’arte del pedale, il primo consiglio che mi sento di dare è fare più salita possibile. Anche in uscite di un’ora e mezza ( circa 40/50 km) cercate di affrontare almeno una ‘scalata’ di due, tre chilometri minimo.

A questo punto un neofita che legge questo post  si chiederà: “va bene, ma come la affronto?”

Una domanda più che lecita. La prima cosa che mi sento di rispondere è: evitate di fare la salita “a tutta”! Questo errore viene commesso da una grande percentuale di cicloamatori che credono che affrontare le salite”alla morte” sia utile, se non addirittura, l’unico modo per migliorarsi. Sbagliato! Non solo questo è inutile ma è anche controproducente.

Se mi stessi rivolgendo ad un cicloamatore ‘evoluto’ approfondirei parlando  di Watt, VAM, FTP eccetera ma, continuando a rivolgermi ad un amatore alle prime armi, la salita andrebbe affrontata al medio. Se non possedete ne un cardio frequenzimetro ne un  misuratore di potenza si tratta di quella condizione in cui siamo impegnati, fatichiamo a conversare col nostro eventuale compagno di scalata, ma siamo in grado di reggere quel ritmo sino alla vetta.

Mi rendo conto che capire quale sia il giusto ritmo è molto difficile e per questo ci vogliono anni di esperienza. Fortunatamente al giorno d’oggi possiamo contare su validi strumenti  che ci possono aiutare molto nella gestione. Tra questi  i già citati ‘cardio’ e misuratori di potenza

La salita è una sfida con se stessi

Un altro errore molto comune è affrontare le salite con un cicloamatore molto più allenato di noi.  Questo perché, essendo l’agonismo e la sfida insiti nell’uomo, ci porterebbe a cercare di seguirlo e ad andare quindi oltremodo “fuori giri“. Condizione controproducente come detto, che ci porterebbe ad uscirne affranti anche moralmente con il rischio di abbandonare anzitempo questo bellissimo sport al quale, magari, ci si è affacciati da poco.

In attesa della seconda parte dell’ articolo nel quale ci rivolgeremo anche ai cicloamatori più evoluti, non mi resta che augurarvi buone pedalate e buone scalate, sia che affrontiate una salita dolomitica o una salitella dietro casa vostra.

Le salite sono l’ essenza del ciclismo!

Mi raccomando….stay tuned!!

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