Notturna in MTB, come affrontarla in sicurezza.

L’uscita notturna in MTB è una di quelle esperienze che cerco di ripetere ogni volta che mi capita l’occasione. Pedalare nell’oscurità è una sensazione unica, ma la sicurezza viene prima di tutto. In questo post troverete utili suggerimenti per affrontare senza rischi un’uscita al chiaro di luna.

Come prima cosa consiglio di non uscire da soli. La presenza di uno o più compagni è fondamentale per vari fattori, primo su tutti la sicurezza. In gruppo è più facile orientarsi e in caso di emergenza si può contare sull’aiuto dei compagni. La notte i sentieri sono praticamente deserti, ed è difficilissimo incontrare qualcuno che possa darci una mano in caso di difficoltà. Una semplice foratura può diventare un problema se si è soli. La presenza di un compagno che ci fa luce mentre ripariamo la gomma o che ci regge gli strumenti è un valore aggiunto fondamentale nell’oscurità.

Il secondo consiglio è quello di affrontare questo tipo di uscite solo se disponiamo di una torcia performante ed adatta allo scopo. Nei negozi specializzati o su internet troviamo una vasta gamma di prodotti pensati per la MTB. L’avvento delle luci a led ha nettamente aumentato il livello di lumen a disposizione e la durata delle batterie stesse. Questo ci permette di avere luce a sufficienza per percorrere anche giri da 2/3 ore. Io personalmente ho acquistato QUESTA torcia di 12.000 lumen da montare al manubrio con batteria ricaricabile esterna. Mi trovo molto bene e riesco a fare anche un paio di uscite da 2 ore circa con un’unica carica.

Notturna in MTB, consigli per affrontarla al meglio

Per sicurezza consiglio di portare sempre con se anche un’altra torcia da usare  in caso di emergenza. Se rimaniamo senza luce nel mezzo di un bosco potremo constatare che la visibilità è prossima allo zero. Anche proseguendo in gruppo potremmo trovarci in seria difficoltà nel guidare la bici tra sassi e radici senza un’adeguata illuminazione frontale. Nelle uscite più impegnative, dove affronto anche discese lunghe, solitamente monto una seconda luce anteriore sul caschetto. Questo aumenta il livello di sicurezza permettendomi di illuminare anche le zone d’ombra che la luce fissa sul manubrio non riesce a raggiungere.

Se affrontiamo tratti stradali prima di raggiungere il percorso sterrato è fondamentale una luce rossa posteriore per segnalare la nostra presenza agli automobilisti. Io utilizzo una luce led lampeggiante, facilmente visibile anche dai più distratti.

Se il percorso affrontato è una lunga salita in quota con successiva discesa consiglio di portare un cambio completo. La mancanza di irraggiamento solare fa percepire una temperatura molto più fredda di quella effettiva. Per questo affrontare la discesa con vestiti asciutti è un toccasana per scongiurare un malanno indesiderato.

Notturna in MTB, attenzione all’orientamento

La notte, anche il sentiero più familiare, può risultare irriconoscibile. Per questo è importante fare attenzione ai bivi, fermandosi se necessario. Nell’oscurità vediamo solo per pochi metri attorno a noi e questo ci toglie punti di riferimento visivi che abitualmente usiamo per orientarci. Nel dubbio un consulto tra compagni di pedalata può essere risolutivo. In caso estremo potremo ricorrere alla geolocalizzazione tramite le mappe del cellulare per capire dove siamo e in che direzione muoverci.

Con scarsa visibilità è importante affrontare i tratti più impegnativi con molta attenzione. Una radice, un dosso o un sasso con le ombre delle luci artificiali possono diventare di difficile interpretazione. Se pedaliamo in gruppo è basilare posizionarci ad una distanza adeguata dai compagni che ci precedono. Questo per due ragioni principali. La prima è avere una visuale completa sul percorso per permetterci di affrontare al meglio la traiettoria ideale. La seconda è che la luce di chi ci segue, se troppo vicino, crea una fastidiosa ombra della nostra figura davanti a noi. Questa situazione può pregiudicare notevolmente il nostro campo visivo.

Se il percorso affrontato è in montagna o in zone poco popolate è facile imbattersi in qualche animale selvatico. Più volte nelle mie uscite sulle prealpi lombarde ho incrociato branchi di cervi, caprioli o mufloni. Quando si trovano davanti ad una forte luce questi animali non scappano immediatamente ed anzi restano fermi fissandola. Basta proseguire per la propria strada senza spaventarli. Dopo qualche secondo si allontaneranno nel bosco senza creare alcun problema. Lo stesso mi è capitato con qualche famigliola di cinghiali. Mi è bastato pedalare come nulla fosse per non avere problemi con queste splendide creature.

Per chi ne ha la possibilità consiglio vivamente di provare con gli amici di pedalata un’uscita notturna in MTB. Se affrontata con i giusti accorgimenti e un’adeguata attrezzatura è una esperienza magnifica e coinvolgente. Da provare assolutamente.

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